Contatti Chi siamo Proposte 2010/2011 Domande / Risposte Spettacoli

Spettacoli per bambini Animazioni Letture pubbliche Rassegne Corsi

 

27 gennaio GIORNO DELLA MEMORIA

 

MEDITATE CHE QUESTO È STATO

Pensieri in memoria  dell’Olocausto

 

Incontro di letture e drammatizzazioni

Per celebrare degnamente anche nella nostra realtà locale il Giorno della Memoria, il Gruppo Teatro Fragile di Treviolo ha preparato un progetto di intervento che può essere svolto presso scuole, biblioteche, enti e associazioni socioculturali.

Esso è incentrato sulla lettura espressiva (4/5 attori) di brani relativi al tema della Shoah scritti da autori che l’hanno subita direttamente, inseriti in un contesto drammaturgico dove si vogliono evidenziare anche le responsabilità del fascismo rispetto alla promulgazione e applicazione delle leggi razziali.

Quest’intervento, eventualmente, può anche essere facilmente coordinato con altri momenti di animazione che l’Ente organizzatore intende proporre ai propri utenti per l’occasione (musiche, testimonianze, film, ecc.).

 

Materiali letterari

VIKTOR FRANKL - Uno psicologo nei Lager (1946) - La spoliazione

ROBERT ANTELME - La specie umana (1947) - Il volto

JEAN AMERY - Intellettuale a Auschwitz (1966) - Lo spirito e il corpo

ALDO CARPI - Diario di Gusen (1944-1945) - Vergasung

JONA OBERSKI - Anni d'infanzia. Un bambino nei lager (1978) - L'osservatorio

ELIE WIESEL - La notte (1958) - Dov'è Dio?

PRIMO LEVI - Se questo è un uomo (1947)

ELISA SPRINGER – Intervista rilasciata al comune di Modena

ANNA FRANK - Diario

Materiali drammaturgici

Le leggi razziali dello Stato italiano:

PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI DEGLI EBREI STRANIERI - regio decreto-legge 7 settembre 1938-XVI, n. 1381

PROVVEDIMENTI PER LA DIFESA DELLA RAZZA ITALIANA -  decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n.1728

Materiali iconografici

Diapositive dei campi di sterminio nazisti, elaborate graficamente dal Teatro Fragile

Durata dell’intervento

Un’ora circa

Note di regia

Parlare della Shoah (o Olocausto, come è diventato più comune in Italia chiamare lo sterminio operato dal nazismo ai danni soprattutto del popolo ebraico) a sessant'anni di distanza dai quei tragici eventi non è un esercizio rituale. È un impegno per le nostre coscienze, perché si tenga vivo il ricordo di quello che è stato, perché si raccolga il monito di Primo Levi che ha dato anche il titolo al nostro lavoro teatrale: “Meditate che questo è stato”.

Abbiamo voluto alternare, nella drammatizzazione, la lettura di brani di testimonianza di coloro che hanno vissuto direttamente l’esperienza del Lager con la rievocazione delle leggi razziali, emanate in Italia con la firma di Mussolini e Vittorio Emanuele III nel 1938. Il motivo di ciò sta nella necessità di ricordare anche la criminale responsabilità che il fascismo e la monarchia ebbero in questa terribile pagina della storia italiana, europea e mondiale.

Parlare della Shoah oggi è anche un modo per denunciare la comoda illusione del pensare che ciò che è stato non si possa più ripetere. L'Olocausto è stato concepito non dal "mostro", né dallo psicopatico, ma dall'uomo di tutti i giorni, dal "normale", così come ha ricordato più volte anche chi, come Primo Levi, ha vissuto in prima persona quegli anni. Solamente l’attenzione sveglia e sensibile di tutti può creare oggi le condizioni perché si diffonda nelle coscienze l’impegno verso la salvaguardia della dignità umana come presupposto di qualsiasi pace, convivenza e civiltà degne di questo nome. Con pudore e umiltà tentiamo di contribuire a questo processo.

Carlo D’Addato - regista

Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Art. 2. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. Legge 20 luglio 2000, n. 211.

 

HomePrecedente