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27 gennaio GIORNO DELLA MEMORIA
MEDITATE
CHE QUESTO È STATO Pensieri in memoria dell’Olocausto
Incontro di letture e
drammatizzazioni |
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Per celebrare degnamente anche nella nostra realtà locale il
Giorno della Memoria, il Gruppo Teatro Fragile di Treviolo ha preparato un
progetto di intervento che può essere svolto presso scuole, biblioteche, enti
e associazioni socioculturali.
Esso è incentrato sulla lettura espressiva (4/5 attori) di brani
relativi al tema della Shoah scritti da autori che l’hanno subita
direttamente, inseriti in un contesto drammaturgico dove si vogliono
evidenziare anche le responsabilità del fascismo rispetto alla promulgazione
e applicazione delle leggi razziali.
Quest’intervento, eventualmente, può anche essere facilmente
coordinato con altri momenti di animazione che l’Ente organizzatore intende
proporre ai propri utenti per l’occasione (musiche, testimonianze, film,
ecc.).
Materiali letterari
VIKTOR FRANKL
- Uno psicologo nei Lager (1946) - La spoliazione
ROBERT
ANTELME - La specie umana (1947) - Il volto
JEAN AMERY
- Intellettuale a Auschwitz (1966) - Lo spirito e il corpo
ALDO CARPI
- Diario di Gusen (1944-1945) - Vergasung
JONA
OBERSKI - Anni d'infanzia. Un bambino nei lager (1978) - L'osservatorio
ELIE
WIESEL - La notte (1958) - Dov'è Dio? PRIMO LEVI - Se questo è un uomo (1947) ELISA SPRINGER – Intervista rilasciata al comune di Modena ANNA FRANK - Diario
Materiali drammaturgici
Le leggi razziali dello
Stato italiano:
PROVVEDIMENTI NEI CONFRONTI
DEGLI EBREI STRANIERI - regio decreto-legge 7 settembre 1938-XVI, n. 1381
PROVVEDIMENTI PER LA DIFESA DELLA RAZZA
ITALIANA - decreto-legge 17 novembre
1938-XVII, n.1728
Materiali iconografici
Diapositive dei campi di
sterminio nazisti, elaborate graficamente dal Teatro Fragile
Durata dell’intervento
Un’ora circa
Note di regia
Parlare della Shoah (o
Olocausto, come è diventato più comune in Italia chiamare lo sterminio operato
dal nazismo ai danni soprattutto del popolo ebraico) a sessant'anni di
distanza dai quei tragici eventi non è un esercizio rituale. È un impegno per
le nostre coscienze, perché si tenga vivo il ricordo di quello che è stato,
perché si raccolga il monito di Primo Levi che ha dato anche il titolo al
nostro lavoro teatrale: “Meditate che questo è stato”.
Abbiamo voluto alternare,
nella drammatizzazione, la lettura di brani di testimonianza di coloro che
hanno vissuto direttamente l’esperienza del Lager con la rievocazione delle
leggi razziali, emanate in Italia con la firma di Mussolini e Vittorio
Emanuele III nel 1938. Il motivo di ciò sta nella necessità di ricordare
anche la criminale responsabilità che il fascismo e la monarchia ebbero in
questa terribile pagina della storia italiana, europea e mondiale.
Parlare della Shoah oggi è
anche un modo per denunciare la comoda illusione del pensare che ciò che è
stato non si possa più ripetere. L'Olocausto è stato concepito non dal
"mostro", né dallo psicopatico, ma dall'uomo di tutti i giorni, dal
"normale", così come ha ricordato più volte anche chi, come Primo
Levi, ha vissuto in prima persona quegli anni. Solamente l’attenzione sveglia
e sensibile di tutti può creare oggi le condizioni perché si diffonda nelle
coscienze l’impegno verso la salvaguardia della dignità umana come
presupposto di qualsiasi pace, convivenza e civiltà degne di questo nome. Con
pudore e umiltà tentiamo di contribuire a questo processo.
Carlo
D’Addato - regista Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Art. 2. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. Legge 20 luglio 2000, n. 211.
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